Libri
Un libro può essere il modo per dire cose che non sapremmo confidare a nessuno, e che una volta scritte diventano anche degli altri e ci tolgono qualche responsabilità… i libri che amo di più sono quelli che inaspettatamente, in un angolo nascosto e "solo per me", riservano una frase nella quale riconosco la mia anima.
Editore Mondadori
Pagine 222
Pubblicato 24/04/2012
"Ho voluto intitolare questo libro 'Ho visto sessanta volte fiorire il calicanto' non solo perché anagraficamente i conti tornano, ma perché questo fiore, che pochi conoscono, viene apprezzato veramente solo quando lo scopri davvero. E un fiore coraggioso e pioniere ed è il primo ad aprirsi, a gennaio, molto spesso su rami ancora ricoperti di brina, quando gli altri fiori non sono che gemme chiuse. Il fiore del calicanto non colpisce per la forma o il colore, ma emana un profumo così particolare, intenso e avvolgente che non si può scordare, lascia la sua traccia. E anch'io la mia vita ho sempre cercato di viverla così, magari rischiando di rompermi il naso per stare davanti ed essere il primo, ma senza velleità, con la sola voglia di arrivare al cuore della gente per quello che realmente valevo e con la speranza di scendere in profondità e lasciare un segno indelebile".
Blu Notte
Pagine 156
Pubblicato nel 1992 - Rieditato in digitale nel 2013

Non c'è niente, di tutto quanto ci circonda, su cui non si sia già scritto molto. Eppure libri, fortunatamente, se ne fanno sempre: ogni autore, pur trattando argomenti non nuovi, lo fa a modo suo, dando alle cose un suo taglio e una sua interpretazione. Dei molti libri in commercio sugli alberi per esempio, alcuni sono bellissimi e puntuali nei contenuti, altri un po' meno belli e con qualche lacuna. In generale, si rivolgono a un lettore "iniziato", che si presuppone debba conoscere molto delle piante e masticare anche un po' di latino. E allora mi sono detto: "Proviamo a fare un libro diverso, più semplice, quasi una storia degli alberi, con quel calore che le piante dovrebbero trasmettere a chi le ama". Ma si riesce ad amare ciò che non si conosce? Sicuramente no, non in maniera profonda. Credo che la quasi totalità degli italiani, messa davanti a un albero, non saprebbero riconoscerlo. Nel nostro paese non esiste, nella scuola e nella vita, alcuna forma di educazione alla natura. Si impara quasi sempre per caso. Nell'editoria c'è buona volontà (perché, in questi anni, il "verde" è un po' di moda) nel fare libri, manuali e guide per riconoscere gli alberi; ma ci si limita a una raccolta di dati simili a quelli che compaiono nelle schede delle fotomodelle: altezza, occhi, capelli, peso, seno, vita, fianchi ecc. Sicuramente sono belle e desiderabili, ma per innamorarsene bisognerebbe saperne un po' di più... Lo stesso, credo, vale per le piante che rappresentano questa nostra natura sconosciuta e bistrattata. Da più di cinquemila anni l'uomo vive, o meglio sopravvive, grazie anche agli alberi che per lui sono stati riparo, alimento, calore, materiale insostituibile per infiniti usi. Questo, tuttavia, non ha impedito di perdere, inesorabilmente e senza giustificazioni, la "civiltà dell'albero"…ancora oggi si abbattono foreste intere; un tempo ciò avveniva in nome di un qualche re e della sua flotta navale, ma di re ne esistono ancora, nascondono la corona sotto il marchio di una multinazionale e incrementano il disboscamento dell'Amazzonia per trovare oro e petrolio, o ancor peggio, per farne pascoli dove allevare mucche destinate a diventare hamburger! La frase degli Indios dell'Amazzonia, "gli alberi sono il sostegno del cielo, se vengono tagliati il firmamento cadrà su di noi", dovrebbe farci pensare e riflettere di più. Non credo, e soprattutto non ho la presunzione di cambiare il mondo con questo libro: quanto ho detto è più che altro lo sfogo di uno che ama le piante quanto le persone. Ho avuto la fortuna di nascere nella dolce campagna veneta, a Treviso, tra mille fiumiciattoli che rendevano il verde ancora più verde. I ricordi della mia infanzia sono legati più al profumo dei fiori di magnolia e al sapore delle bacche di lauro-ceraso che non alle automobiline di latta. Questo per fortuna mi è rimasto dentro e, forse come reazione al lavoro che faccio (di certo non tra i più tranquilli), mi ha fatto avvicinare sempre di più al mondo degli alberi e delle piante. Non sono un botanico e, se penso ai milioni di piante che esistono al mondo, mi accorgo che le mie conoscenze sono decisamente scarse; tuttavia ho cercato di conoscere bene "almeno" le piante che ci riguardano, quelle che vediamo ogni giorno sotto casa, nei viali, nei giardini pubblici o, la domenica, durante le gite fuori porta. E di queste piante ho cercato di scoprire le storie, le leggende, gli usi che l'uomo ne ha fatto o ancora ne fa...... ho cercato insomma di tirarne fuori il carattere.

Blu Notte
Pagine 192
Pubblicato nel 1997 - Rieditato in digitale nel 2013

Questo libro l’ho scritto in un momento della mia vita nel quale, pur avendo già iniziato quel viaggio infinito verso un miglioramento del corpo e dell’anima, ancora mi muovevo incerto tra tante nuove verità... Avevo, per esempio, da poco smesso di mangiare carne, ma mi nutrivo ancora di pesce, uova, formaggio... insomma, ero un ibrido... e infatti nel libro troverete molte citazioni legate alla pesca e al pesce inteso proprio come alimento, che a rileggerle mi sembra quasi non mi appartengano, oggi che la mia vita si appoggia a un senso delle cose sicuramente diverso. Ma fortunatamente il filo portante del libro non è il cibo, ma quel mio legame con i fiori, in particolare con i fiori spontanei, molti dei quali sono stati testimoni di storie e amori della mia vita... amici silenziosi e colorati che spesso hanno fatto da sfondo alle mie avventure, alle mie emozioni. Sono felice di ripubblicare questo mio lavoro perché è ancora attuale... infatti, a parte la pesca, le mie passioni sono rimaste le stesse: la mia famiglia, la musica, la montagna, gli amici e... la vita.